Corrado Gabriele
Assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro - Regione Campania


La rinnovata attenzione verso la piaga delle morti bianche, insieme ai tanti momenti di denuncia e sensibilizzazione che si stanno articolando sui territori per volontà di istituzioni e sindacati, hanno aperto una nuova fase, in cui da più parti si tenta di conferire nuova centralità ai temi del lavoro.
Le forze che puntano a costruire un mondo del lavoro più orizzontale ed egualitario, nonché stabile e sicuro, hanno avviato una macchina virtuosa, che oggi è necessario continuare ad alimentare. Il punto focale a mio parere è la necessità di iniziare nuovamente a raccontare il lavoro, nelle sue mille sfaccettature.
Le molteplici dinamiche legate a questo fenomeno fi niscono spesso nell’oblio mediatico, vittima di un vero e proprio imbuto comunicativo, generato in primis dal duopolio televisivo che strozza la comunicazione nel nostro paese. Ma la volontà di conferire nuova centralità al lavoro deve saper imitare le movenze dell’acqua, adattandosi e sfruttando tutti gli spazi comunicativi utili a raccontare questo ampio e complesso coacervo di contraddizioni. Per queste motivazioni, l’iniziativa organizzata dall’Associazione Culturale “Doppiowu” ha incontrato la mia approvazione e insieme la nostra collaborazione.
Un concorso, che chiama i ragazzi a produrre opere artistiche che -in tema di racconto del lavoro- consentono di generare un meccanica narrativa eterodiretta. Attraverso questa scelta non sono solo i protagonisti diretti -i lavoratori- a descrivere quel mondo, ma la società nel suo insieme, determinando un punto di vista ampio, capace di unire
varie ottiche analitiche, in questo caso valorizzando lo sguardo dei ragazzi, che si impegneranno a descrivere il mondo del lavoro e a raccontarlo attraverso l’arte grafica, la scultura e la pittura.
I ragazzi avranno a disposizione vari strumenti artistici che utilizzeranno a loro piacere, il concorso culminerà con una premiazione, le opere prodotte saranno esposte nella loro totalità in un unico momento pubblico, foriero di ulteriori confronti sul tema. Grazie all’indovinata scelta della formula concorso, il progetto “Lavoro e… lavoro” ha coinvolto artisti napoletani nel ruolo di giurati, permettendo alla generazione “Fortunata”, di esprimere in piena libertà e senza alcun pregiudizio, la propria opinione in merito.
Questo, ha innescato un profi cuo processo di confronto culturale generazionale,
una meccanica di riproduzione culturale che consente di preservare la memoria artistica partenopea, contaminandola con la voglia di sperimentazione dei giovani artisti nascenti.
In quest’ottica “Lavoro e… lavoro” ha avuto il merito di produrre un confronto artistico fra giovani studenti del liceo artistico, sui temi del lavoro e di fotografare questo dibattito attraverso delle opere.
Per le motivazioni politico-culturali che ho appena descritto, rivolgo quindi agli studenti coinvolti nel progetto e all’associazione “Doppiowu” i miei più cari auguri.