| Nicola Oddati |
Il
progetto“ Lavoro
e… lavoro”,
intende premiare il nuovo che
avanza aprendo il mondo della
scuola al confronto con la
realtà del
territorio e diventando l’anello
di congiunzione, con l’aiuto
dell’arte,
tra il bisogno tangibile di
equità sociale
e il
concetto avanzato della globalizzazione
che ha, come fi ne ultimo,
l’annientamento
delle singole individualità.
Raggiungendo la
parte “pura” dell’individuo,
l’arte
riesce a diventare il veicolo
principale di comunicazione
diretta della cultura.
Ecco
perché diventa
indispensabile promuovere
una cultura della sicurezza,
incentivare e non depauperare
le iniziative che
vanno in questo senso. Lo
scopo della mostra è far
si che il messaggio arrivi a
quante più persone
possibile: soprattutto quando,
la città in
questione è Napoli
e il tema trattato non è di
parte ma, interessa tutti i
lavoratori, il mondo del lavoro
e tutte le sue sfaccettature.
Con
questo spirito, la mostra Lavoro
e… lavoro”,
vuole essere la discriminante
culturale tra il mondo del
lavoro e i nuovi
soggetti operanti,”gli
artisti”,
a cui è dato
lasciare traccia della civiltà del
loro tempo, rappresentando
un soggetto importante
ed indispensabile in grado
di lasciare un segno tangibile
della nostra sopravvivenza come
uomini.
La
stessa direzione lungo
la quale si muove anche il
progetto del Forum Universale
delle Culture, che Napoli ospiterà nel
2013, avviando una
vasta e intensa operazione
volta a rinforzare il ruolo
della città come
luogo dove, con creatività,
rispondere alle necessità culturali
collettive del presente,
mediante una serie di iniziative
che incoraggino, ostengano
e promuovano la creazione
di un insieme di attività in
grado di favorire le future
enerazione. In particolare,
il Forum rappresenterà un’opportunità
per
i giovani che al 2013 avranno
18 anni e i 23 anni: il brand
da affermare è “Napoli
città giovane
e creativa” e,
dunque, una politica culturale
tesa a “ringiovanire” Napoli.
Una
scelta non estemporanea che
nasce dalla consapevolezza che
quella del Forum può costituire
l’occasione
giusta per proiettare la città,
in maniera duratura, in uno
scenario internazionale contribuendo,
al contempo, a determinare
processi di “contaminazione” con
altri mondi, culture ed esperienze
che possono fertilizzare e
vivifi care il contesto locale
accelerandone il processo di
crescita.